2 maggio: Giornata Mondiale della Spondiloartrite Assiale
30 Aprile 2026
Il 2 maggio si celebra la Giornata mondiale della Spondiloartrite Assiale, iniziativa promossa a livello globale dall’ASIF – Axial Spondyloarthritis International Federation per sensibilizzare cittadini e operatori sanitari su una patologia ancora poco conosciuta ma diffusa.
L’UOSD di Reumatologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria è centro di riferimento per la diagnosi e la cura di tale patologia.
Che cos’è la spondiloartrite assiale
La spondiloartrite assiale è una malattia infiammatoria cronica che interessa soprattutto la colonna vertebrale e le articolazioni sacroiliache. Colpisce una persona su 150, uomini e donne in egual misura, con esordio dei sintomi più frequente tra i 20 e i 40 anni.
Il sintomo iniziale più comune è la lombalgia di tipo infiammatorio, spesso sottovalutata: ciò può ritardare la diagnosi anche di 8 anni.
I principali segnali da non ignorare
Alcuni campanelli d’allarme possono orientare verso una valutazione specialistica:
mal di schiena prima dei 45 anni
rigidità mattutina di almeno 30 minuti
dolore che migliora con il movimento e peggiora a riposo o nelle ore notturne
risposta rapida agli antinfiammatori
difficoltà respiratoria
infiammazione dell’aorta
affaticamento marcato.
La malattia può associarsi anche a manifestazioni extra-articolari, tra cui
artrite periferica (polsi, caviglie, gomiti, ginocchia)
malattie infiammatorie croniche intestinali (es. Crohn, colite ulcerosa)
uveite, con dolore oculare e sensibilità alla luce
psoriasi, con placche cutanee arrossate e desquamanti.
Diagnosi e trattamento
Un riconoscimento precoce è fondamentale per prevenire danni articolari e migliorare la qualità di vita. Le terapie disponibili includono:
farmaci antinfiammatori, utili nelle fasi iniziali
farmaci biologici (anti‑TNFα, anti‑IL17)
JAK inibitori, efficaci nel controllo dell’infiammazione articolare, cutanea e intestinale.
Quando rivolgersi al reumatologo
In presenza di sintomi sospetti è importante effettuare una valutazione specialistica. Un intervento tempestivo consente una gestione più efficace della malattia e una migliore prospettiva funzionale.
Per saperne di più sulle attività dell'Unità di Reumatologia visita la pagina - Reumatologia e Centro Osteoporosi
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