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Risonanza magnetica e sicurezza del paziente: uno studio della Radiologia del G.O.M. mette al centro l’esperienza umana dell’esame

27 Gennaio 2026


Un nuovo studio per comprende come i fattori fisiologici e ambientali possano influenzare la stabilità dell’accesso venoso nel corso dell’esame RM: è questo il focus del lavoro firmato dal tecnico della U.O.C. Radiologia, Giuseppe Scappatura, e pubblicato dal Journal of Advanced Health Care (JAHC), rivista scientifica internazionale open access peer-reviewed.
In particolare, lo studio evidenzia come l’ambiente della risonanza magnetica — caratterizzato da rumore, immobilità, confinamento e tempi di attesa — possa favorire una risposta da stress del paziente, con effetti transitori sulla circolazione venosa periferica. Questo può determinare una riduzione della “compliance” venosa proprio nel momento dell’iniezione del mezzo di contrasto.
Il lavoro introduce il concetto di una possibile dissociazione tra valutazione statica e comportamento dinamico dell’accesso venoso: un accesso che appare stabile durante i controlli preliminari a bassa pressione può diventare vulnerabile solo al momento dell’iniezione automatica ad alto flusso, anche in assenza di errori tecnici.
Un elemento centrale dello studio è l’attenzione all’esperienza del paziente. Il paziente non viene considerato un elemento passivo del processo diagnostico, ma parte attiva dell’esame, con risposte corporee e percettive che possono influenzarne l’esito. Segnali come tensione, disagio o variazioni comportamentali possono essere colti solo attraverso l’osservazione diretta e la sensibilità del professionista sanitario.
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Staff Direzione Generale

 

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