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Infermiere del P.S. del GOM partecipa ad una pubblicazione scientifica sull'illustre "Official Journal of the Academy of Emergency Medicine and Care (AcEMC)"

20 Gennaio 2026


Lo scorso 13 gennaio, sulla rivista ufficiale dell'Academy of Emergency Medicine and Care (AcEMC) è stato pubblicato un lavoro scientifico al quale ha collaborato l'infermiere del P.S. del G.O.M. di Reggio Calabria, Luciano Zito.

 
La pubblicazione scientifica: "Effectiveness of plasma versus crystalloids in pre-hospital hemorrhagic shock: systematic review and meta-analysis (Emerg Care J, 2026)"
 
Si tratta di una revisione sistematica con meta-analisi che valuta se, nei pazienti adulti con shock emorragico traumatico, la somministrazione di plasma in fase pre-ospedaliera sia più efficace dei cristalloidi nel ridurre la mortalità.  
 

  


L'obiettivo della pubblicazione:

Valutare se la trasfusione di plasma in fase pre-ospedaliera (plasma fresco congelato o liofilizzato) migliori la sopravvivenza rispetto ai cristalloidi nei pazienti adulti con shock emorragico da trauma.


Metodi

  • Tipo di studio: Revisione sistematica e meta-analisi secondo PRISMA 2020; protocollo PROSPERO.

  • Studi inclusi: 5 studi (3 RCT, 2 coorti comparative), totale ~1.129 pazienti.

  • Intervento: Plasma pre-ospedaliero (FFP o plasma liofilizzato).

  • Controllo: Cristalloidi.

  • Outcome principali: Mortalità a 24 ore e a 28–30 giorni.

  • Analisi: Modelli a effetti casuali; valutazione rischio di bias (RoB 2, ROBINS-I) e certezza delle prove (GRADE).


Risultati principali

  • Mortalità a 28–30 giorni (endpoint principale):

    • Nessuna differenza significativa tra plasma e cristalloidi.

    • OR 0,92 (IC 95% 0,49–1,72), eterogeneità moderata (I² ≈ 50%).

    • I singoli trial sono discordanti: uno favorevole al plasma, uno neutro, uno con possibile danno.

  • Mortalità a 24 ore:

    • Non aggregabile per forte eterogeneità metodologica.

    • I dati disponibili non mostrano un beneficio chiaro del plasma.

  • Outcome secondari:

    • Nessuna differenza clinicamente rilevante su:

      • Eventi avversi maggiori (TRALI, TACO, tromboembolia, sepsi, MOF).

      • Parametri emostatici all’arrivo in ospedale (INR, lattato, Hb).

      • Necessità trasfusionale entro 24 h.

      • Durata degenza ospedaliera e in terapia intensiva.


Qualità delle prove (GRADE)

  • Mortalità 28–30 giorni: qualità bassa.

  • Mortalità 24 ore: qualità bassa.

  • Outcome secondari: qualità bassa–molto bassa.

    • Motivi: campioni piccoli, ampia incertezza statistica, eterogeneità, rischio di bias.


Conclusioni

  • Le prove attuali non dimostrano un vantaggio di sopravvivenza del plasma pre-ospedaliero rispetto ai cristalloidi.

  • Il beneficio biologico è plausibile, ma non confermato clinicamente.

  • L’uso routinario del plasma pre-ospedaliero non è raccomandato.

  • Può essere considerato solo in:

    • Sistemi EMS altamente strutturati,

    • Trasporti lunghi,

    • Sospetto di emorragia massiva,

    • Contesti militari o remoti,
      sempre con protocolli controllati.


Implicazioni pratiche

  • Nei servizi di emergenza:

    • cristalloidi restano il fluido di prima linea.

    • Il plasma va riservato a contesti selezionati o a studi clinici.

  • Servono:

    • Trial multicentrici più grandi,

    • Endpoint standardizzati,

    • Analisi di costo-efficacia e sostenibilità logistica.

 

 

Per approfondimenti, consulta l'allegato: